Denti del giudizio

I denti del giudizio (ottavi o terzi molari) compaiono per ultimi nelle arcate dentarie, verso la maggiore età, anche più tardi o possono rimanere all’interno dell’osso. Sono quattro: due in arcata mascellare superiore e due in arcata mandibolare inferiore. Possono essere evidenziati occasionalmente, attraverso un esame radiologico, spesso non si sviluppano tutti o può anche accadere che nessuno dei quattro si formi.

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Vi sono condizioni favorevoli di spazio in cui gli ottavi vengono lasciati in arcata e curati, se necessario, perché  utili nella masticazione; al contrario vi sono situazioni in cui si decide di estrarli.

Le principali problematiche sono la mancanza di spazio e le difficili manovre di igiene nei settori posteriori che possono determinare infiammazioni gengivali o carie.

L’intervento può essere di un singolo dente del giudizio per volta o, più frequentemente di entrambi i denti del giudizio dallo stesso lato per volta e viene effettuato in anestesia locale.

È normale, dopo l’intervento chirurgico, l’edema nella zona interessata (gonfiore) nel caso si sia dovuto entrare in contatto con l’osso e indolenzimento.

Esistono quindi condizioni in cui è inevitabile procedere alla loro estrazione:

  • quando è evidente l’assenza di spazio per l’eruzione in arcata e quando si rende necessario dal punto di vista ortodontico, anche per recuperare spazio in arcata;
  • quando in fase di sviluppo i denti del giudizio tendono ad assumere un’inclinazione non corretta;
  • quando i denti compaiono in arcata parzialmente e parte della corona rimane sotto la gengiva: casi in cui si possono formare ascessi e infiammazione.
  • quando i denti del giudizio possono essere responsabili di tasche parodontali e dunque di riassorbimento osseo;
  • quando (dopo attenta valutazione odontoiatrica ed ortodontica) possono essere considerati responsabili dell’affollamento dentale;
  • quando li si ritenga responsabili di patologie odontoiatriche.,
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